Anotherlatte

Another:latte

Another:latte è un’opera surreale, concettuale ed autobiografica che si muove in uno spazio ambiguo ed intimo raccontando la storia di un individuo che si confronta con la propria vulnerabilità in un quotidiano progressivamente destabilizzato. 

La normalità si frantuma e ciò che prima era unitario perde coerenza, generando una serie di immagini parziali, autonome, spesso inconciliabili dove la frammentazione diventa la condizione necessaria per accedere a una nuova dimensione dell’esistenza.

Il deterioramento introduce una dimensione temporale ed esplorativa, in cui la perdita di integrità genera nuovi significati e nuove possibilità di lettura.

Il titolo suggerisce un’atmosfera, un colore ma non ne identifica la forma nè il significato restando astratto, surreale, impalpabile.

Presentata al Mia Photofair 2026 con Young Art Hunters Gallery, progetto curato da Marzia Rizzo.

The Silent Words of Flowers

The silent words of flowers

Presentato al MIA Photofair a Milano a Marzo 2025 con Young Art Hunters, “the silent words of
flowers” mostra un dialogo silenzioso tra i fiori, ma anche tra le foto e il visitatore che si affaccia
sul mondo del forografo.
Papaveri e peonie, infatti, sono per natura fiori delicati ed eleganti che rappresentano nella loro
decadente bellezza una forma di comunicazione non urlata ma delicata, seppur fragile, con il mondo
che li circonda.
Per esaltare il concetto di fragilità è stata utilizzata una tecnica di esposizioni multiple che ha
tradotto il tutto in una chiave astratta e grafica.

Resonance

Resonance, EMDR: un viaggio emotivo

Presentato a Giugno 2025 in Almach Gallery, è un progetto fotografico intimo e simbolico che esplora il processo di guarigione interiore attraverso la terapia EMDR.
L’E.M.D.R. (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) sviluppato da Francine Shapiro negli anni ’80, utilizza la stimolazione bilaterale del cervello – attraverso movimenti oculari, suoni o delicati colpetti – per aiutare a rielaborare i ricordi traumatici e attenuarne l’impatto emotivo.
Il titolo “Resonance” riflette il nucleo di questa esperienza: il trauma come una vibrazione persistente, un’eco che risuona attraverso il corpo e la mente.
Le immagini – volti frammentati, fiori sospesi, mani in movimento e forme astratte – ritraggono la delicata tensione tra dolore e guarigione, tra memoria e trasformazione.
L’uso del bianco e nero e delle doppie esposizioni cattura visivamente la sospensione interiore che spesso caratterizza il percorso terapeutico: uno spazio non lineare, ma aperto all’emergere di un nuovo equilibrio

The Carnival of Life

The carnival of life

Presentato a Barcelona in Hub/art gallery è un progetto fotografico che celebra la vitalità e la fragilità dell’esistenza attraverso immagini di papaveri dai colori vibranti (rosso, arancione, giallo), catturati con lunghe esposizioni per evocare il movimento e il continuo cambiamento della vita.
Ogni trittico è composto da due immagini fisse, che rappresentano la parte riflessiva dell’esistenza, e una in movimento, simbolo del caos e dell’energia vitale.
Accanto ai fiori vivi compaiono anche fiori secchi, che introducono un tono di malinconia e ricordano la natura effimera del tempo.
L’opera invita a una lettura intima e profonda, dove bellezza e impermanenza convivono in armonia, in una poetica celebrazione della vita e della sua transitorietà.

U.mami

U.mami

Presentato in The YAH Factory a Dicembre 2024 nella collettiva Melancholyville, è un viaggio visivo alla ricerca di un tempo perduto che, nella sua essenza, non è mai davvero svanito.
Attraverso immagini sfocate di mia madre e di fiori, il progetto esplora la memoria come luogo vivo, dove il passato e il presente si intrecciano in un dialogo continuo.
Le forme indistinte e le luci soffuse non sono soltanto rappresentazioni della fragilità del ricordo, ma un invito a scoprire come quel tempo apparentemente perduto continui a vivere nel sapore dei nostri ricordi.
Il titolo del progetto gioca sul concetto di umami, il “quinto sapore” che dona pienezza e profondità al gusto, e mami, un tenero riferimento alla figura materna.
Questo connubio rappresenta la ricerca delle memorie dell’infanzia, che non sono solo tracce del passato, ma fondamenta emotive che modellano il presente.
Come l’umami si manifesta in modo discreto ma inconfondibile, così le memorie dell’infanzia emergono dai dettagli più semplici, rivelando un legame intimo e universale con le nostre radici.
I fiori, con la loro effimera bellezza, diventano simboli di questa continuità: ricordano che ogni cosa è transitoria, ma proprio per questo straordinaria.
U.mami celebra il potere del ricordo e la sua capacità di trascendere il tempo, mantenendo vivo il sapore di ciò che siamo stati e di ciò che continuiamo ad essere.

L’incanto Dell’Istante

L'incanto dell'istante

Un progetto fotografico in bianco e nero che esplora il nudo artistico della modella, catturato con delicatezza e intensità. È stato esposto nella libreria “Libreria tra le righe” a Leverano, a Novembre 2024 nell’ambito della rassegna di narrativa erotica “Leverano in Rosso”.
Realizzato in stampa fine art, ogni immagine è una celebrazione della bellezza e della caducità del tempo.
Il mosso, elemento ricorrente nella composizione, suggerisce l’idea dell’effimero, sottolineando come ogni istante sia unico e irripetibile.
La luce naturale e le ombre rafforzano questo senso di transitorietà, rendendo ogni scatto un incontro emozionante con l’essenza fugace della femminilità

Darklight Lecce

Darklight Lecce

Un lavoro esposto ad Agosto 2024 nella Chiesa di Santa Maria la Nova a Lecce, in collaborazione con l’associazione Italia Nostra, in un evento patrocinato dal Comune di Lecce.
È un viaggio iniziato quasi 10 anni fa in una città dove i toni chiari accecano e quelli scuri ti divorano per la loro profondità e bellezza.
L’esposizione si divide in tre momenti fondamentali che formano un percorso di avvicinamento al cuore della città.
Il primo è la natura, profumata, selvaggia e travolgente del Salento fra ulivi, alberi e spiagge.
La seconda, verso il centro di Lecce, è la fotografia di strada che nel bianco e nero trova una sua dimensione malinconica e disincantata.
La terza, ed ultima, entra nelle case delle persone e va dritta al cuore di chi le guarda concludendo un racconto ciclico fatto di attimi, sguardi rubati e riflessi sognanti che disegnano uno spaccato di Lecce del tutto personale ma fedele alla sua reale semantica.
Il tutto viene riscritto secondo le regole del monocolore che rendono il racconto intimo, riflessivo ma anche aperto all’immaginazione.