U.mami

Presentato in The YAH Factory a Dicembre 2024 nella collettiva Melancholyville, è un viaggio visivo alla ricerca di un tempo perduto che, nella sua essenza, non è mai davvero svanito.
Attraverso immagini sfocate di mia madre e di fiori, il progetto esplora la memoria come luogo vivo, dove il passato e il presente si intrecciano in un dialogo continuo.
Le forme indistinte e le luci soffuse non sono soltanto rappresentazioni della fragilità del ricordo, ma un invito a scoprire come quel tempo apparentemente perduto continui a vivere nel sapore dei nostri ricordi.
Il titolo del progetto gioca sul concetto di umami, il “quinto sapore” che dona pienezza e profondità al gusto, e mami, un tenero riferimento alla figura materna.
Questo connubio rappresenta la ricerca delle memorie dell’infanzia, che non sono solo tracce del passato, ma fondamenta emotive che modellano il presente.
Come l’umami si manifesta in modo discreto ma inconfondibile, così le memorie dell’infanzia emergono dai dettagli più semplici, rivelando un legame intimo e universale con le nostre radici.
I fiori, con la loro effimera bellezza, diventano simboli di questa continuità: ricordano che ogni cosa è transitoria, ma proprio per questo straordinaria.
U.mami celebra il potere del ricordo e la sua capacità di trascendere il tempo, mantenendo vivo il sapore di ciò che siamo stati e di ciò che continuiamo ad essere.